| <indietro> Il Passo nello scalone e la sua importanza strategica |
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| Storia: Questo tratto del Sentiero Italia attraversa un interessante percorso da sempre conosciuto. Infatti il Passo dello Scalone è un istmo d’attraversamento del sistema montuoso calabrese che collegava e collega la Piana di Sibari con la costa tirrenica. Con la sua conformazione a "V", visibile da lontano, è stato luogo di attraversamento. Lo stesso Lorenzo Quilici afferma che il fiume Esaro, in qualità di affluente del fiume Coscile, ex Sibarys, è stato utilizzato come via d’acqua per mettere in collegamento i due mari (Jonio e Tirreno) per il commercio, soprattutto dell’ossidiana, proveniente dalle Isole Eolie. L’insediamento rupestre della Grotta della Monaca ne è testimonianza. |
Ambiente: L’ambiente del fiume Esaro è tipicamente fluviale ma, trovandosi alle pendici d’importanti gruppi montuosi (Montea, Petricelle, Faghitello), si presenta anche con grandi e fitti boschi misti. Il fondo della gola nel suo tratto centrale è ricco di equiseti, ontani, aceri e diversi esempi di flora mediterranea. La particolare esposizione (N-O/S-E) sottopone la gola ai capricci del Mar Tirreno, freddo, nebbioso e piovoso, e del Mare Jonio, caldo, torrido e umido. La frescura dell’acqua, il vento, a tratti molto forte, la particolare esposizione, determinano una vegetazione lussureggiante fino ad estate inoltrata e rendono l’ambiente molto interessante. Infatti al suo interno il botanico potrà ricercare piante particolari, il geologo potrà leggere la storia del territorio e di tutta la terra negli ultimi 70 milioni di anni, gli escursionisti potranno percorrere una gola facile ma con tutte le caratteristiche della forra. |
Cultura: Le numerose abitazioni (case a più piani, molto spaziose rispetto alla media delle case rurali del Pollino) presenti nel tratto iniziale del fiume, in località Renazzo, testimoniano come i popoli precedenti vi abbiano vissuto con una certa agiatezza. Le ottimali condizioni di vita con moltissime materie prime a disposizione (legna, acqua, orti) rendevano l’alta valle dell’Esaro molto fertile e molto interessante dal punto di vista economico anche perché a poche ore di cammino, verso la costa tirrenica, vi erano i porti e le località marine per il commercio. Le grandi emigrazioni, il cambio di generazioni e i nuovi bisogni hanno determinato l’abbandono di questi terreni in cerca di migliori condizioni di vita. Oggi quello che rimane ci è restituito, almeno nel tratto iniziale, in ottime condizioni ambientali e naturalistiche: i grandi boschi, le enormi pareti rocciose a picco sul fiume rendono l’idea della grandiosità degli spazi. Poco prima del ponte sulla statale va segnalata la vecchia fontana con i lavatoi in comune a memoria di tempi non molto lontani dove i panni si lavavano tutti insieme vicino al fiume in un’armonia forse forzata ma utile alla sopravvivenza della comunità. |
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