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La natura


Pino Loricato fotografato sul sentiero per S. Croce 

Il territorio di Sant'Agata di Esaro è inserito nel Parco del Pollino, il quale è a carattere prevalentemente montuoso, si compone di 3 sistemi di rilievo principali che tra il mar Ionio e il Tirreno si levano fino alle quote più alte dell’Appennino meridionale.
 Le rocce che formano il territorio sono di natura calcarea, dolomitica di origine sedimentaria che 200 milioni di anni fa nel Triassico costituivano il fondo della Tetide, il mare che divideva i due grandi continenti primordiali divenuti in seguito la Placca Africana e la Placca Europea. La presenza di spettacolari monoliti o di particolari forme rocciose, offre uno dei più suggestivi scenari naturali, classificati fra i più incantevoli del meridione d’Italia.
(Pietra Campanara, Pietra Portusata detto "Zacchinu i Purtusatu", Tavola dei Briganti). Lo stesso può dirsi per i Balzi e le rapide della Gola del Raganello, Argentino, Abatemarco ecc. che danno luogo a scorci paesaggistici unici, e si prestano ad escursioni mozzafiato per i quali suggeriamo i percorsi da noi conosciuti e sperimentati personalmente, senza, naturalmente, tralasciare la volontà di effettuare percorsi alternativi da sperimentare autonomamente.
FLORA: La vegetazione si contraddistingue per la grande ricchezza delle specie presenti; fino ai 700-800 m. prevale la macchia mediterranea, con leccio, lentisco, ginepro, mirto, corbezzolo, roverella, acero minore, ginestra comune. Oltre gli 800 -1100 m. dominano le diverse varietà di quercia, roverella, cerro,farnetto, carpino orientale, acero, castagno, ontano napoletano ecc. Nella fascia montana, a circa 2000 m. prevale la faggeta, l’agrifoglio, l’acero d’Ungheria, l’acero di Lobal, l’abete bianco, il pino nero ecc. Ciò che contraddistingue, tuttavia, e rende unica la vegetazione montana e altomontana del Parco del Pollino, è il Pino Loricato, simbolo per eccellenza del Parco. E’ presente fino ai 2200 m. scendendo eccezionalmente fino ai 550 m. sul versante sud occidentale del Parco, può raggiungere nel corso della sua vita millenaria un’altezza di 40 m. con 1 m. di diametro.
FAUNA: Dal punto di vista faunistico, l’area del parco è fra le più rilevanti dell’intero meridione d’Italia. Fra gli insetti merita di essere citato il Buprestis Splendens, uno dei coleotteri più rari d’Europa e la Rosalia Alpina, un appariscente coleottero azzurro cenere con macchie vellutate. Fra le numerose farfalle suscita grande interesse la Melanargia Arge. Nelle zone più aride vive la Malmignattta, tipico ragno rosso e nero dal morso doloroso e tossico. Fra i crostacei il Chirocephalus Ruffoi localizzato solo in alcune pozze d’acqua di alta quota; il gambero di fiume è riconosciuto come indicatore di una elevata qualità delle acque. Anfibi : Tritone Crestato Italiano, Salamandrina dagli occhiali, Ululone dal ventre giallo, Raganella, Testuggine palustre e Testuggine comune. I serpenti più significativi: Cervone, Colubro leopardino, Vipera. Molto varia è l’Avifauna : Coturnice, Picchio nero, Ghiandaia, Gazza, Picchio verde, Picchio roso, Allodola, Gracchio corallino, Capovaccaio, Gufo reale, Aquila reale, Nibbio reale, Falco pellegrino, Lanario.
Mammiferi : Lupo, Gatto selvatico, Martora, Faina, Puzzola, Lontra, Cinghiale, Capriolo. Roditori: Driomio, Moscardino, Ghiro, Quercino, Scoiattolo meridionale, Istrice, Leire europea, Lepre appenninica. Pipistrelli: Rinolofo minore, Vepertilio maggiore, Vespertilio di capaccini, Pipistrello albolimbato, Miniottero, Molosso dei costoni.
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