Scheda Natura - Fauna
4 - Il Moscardino

Il
moscardino
è diffuso in Europa e presente in tutte le regioni italiane nei boschi cedui
misti e nelle macchie fitte formate da alberi e arbusti che producono bacche e
noci (noccioli, biancospini, castagni). Il suo status ci dice che è diventato
raro nelle aree che hanno subito deforestazione e che sono state trasformate in
sistemi agrari intensivi.
Pesa dai 15 ai 30 g e raggiunge i 14cm di lunghezza. Ha una coda folta e
una pelliccia di colore arancione fulvo, occhi scuri e molto grandi e delle
lunghe vibrisse.
È un animale notturno, esce dal nido di notte e si aggira tra i rami
degli arbusti in cerca di cibo. Ritorna al nido prima dell'alba dove rimane a
dormire per la maggior parte del giorno. Trascorre i mesi più freddi in un
piccolo nido senza accesso, posto fra i rami bassi di arbusti o in cavità del
suolo. Il nido è costituito da erbe, foglie e strisce di corteccia ma può
utilizzare anche le cassette nido artificiali.
L'ibernazione o letargo, più breve nelle regioni mediterranee, avviene
durante tutto l'inverno, in cui il moscardino si limita a dormire e sopravvive
grazie alle riserve di cibo accumulate nell'organismo durante l'autunno. Durante
il letargo il metabolismo rallenta fino a che il consumo di energia del suo
organismo diventa quasi nullo. La sua temperatura si abbassa al punto che
l'animale può apparire freddo al tatto, mantenendo appena 1 o 2 gradi in più
rispetto all'ambiente circostante.
Mangia soprattutto noci (nocciole e castagne), semi, bacche, polline,
piante che producono nettare e alcuni insetti.
I suoi predatori sono soprattutto mustelidi anche se la maggior parte muore
durante l'ibernazione o per malattie.