ntiche fonti storiche
Dal “ Chronicon Amalfitanum”, indubbia fonte cronachistica, veniamo a conoscenza dell’esistenza di Sant’Agata all’epoca di Roberto il Guiscardo, Dal “ Chronicon Amalfitanum”, indubbia fonte cronachistica, veniamo a conoscenza dell’esistenza di Sant’Agata all’epoca di Roberto il Guiscardo, cioè nel 1075, che ci conferma una tradizione storica millenaria della vetusta cittadina Si riporta integralmente:

Artemisia tra storia e leggenda
Vari studiosi hanno da tempo azzardato ipotesi sulle
origini di Sant'Agata d'Esaro da Artemisia mitica città greca
scomparsa, che risalirebbero agli inizi e all'espansione di Sibari
(710-511 a.C.) che si serviva del fiume Esaro per i suoi trasporti
verso l'interno e verso il Tirreno. Nei dintorni di San Sosti, di
fronte al Pettoruto, in località Casilini della Porta, sono visibili i
resti di quella che è ritenuta (a torto o ragione) l'antica Artemisia.
I ruderi e i resti di edifici testimoniano che in questo posto in
passato sorgesse la città. Ad avvalorare questa ipotesi concorre il
ritrovamento di una scure votiva offerta al tempio, prodotta tra il V e
il IV secolo a.C., di un mortaio in bronzo, alcune monete ecc.

Ascia votiva dedicata ad Hera Lacinia rinvenuta nei ruderi di Artemisia e conservata al British Museum di Londra
