FACIO- Seguito Intervista a Laura Seghettini -1 - Santagatainfo

Vai ai contenuti

Menu principale:

FACIO- Seguito Intervista a Laura Seghettini -1

FACIO & Storia > Testimonianze
FACIO... una vita per la libertà


L' INTERVISTA A LAURA SEGHETTINI

Partigiana di Pontremoli,

Intanto la mia famiglia si era allontanata da Pontremoli ed erano andati ad abitare, come tanti altri di Pontremoli, ad Arzengio, sulla costa, calda, a mezza costa verso i prati di Logarghena…un paesino. Io ero venuta giù una mattina per portare via della biancheria di casa e intorno a mezzogiorno suonano, io mi vedo il maresciallo dei carabinieri e mi dice: «Guardi, io vi devo portare domani a Massa». Gli dico «Entri e parliamo un momento. Io a Massa non ci vengo!» «Ma io ho famiglia!» «E io ho me! Io sono sicura che mi va a finire male…E lei venga tra un’oretta, si faccia accompagnare da qualche suo militare, buttate giù la porta e non mi troverete…» Di fronte a me ci stava un professore che aveva la famiglia a Cervara, allora l’ho chiamato lui si è affacciato, gli ho detto «Vai a Cervara? Vengo con te!» e siamo partiti subito. A Cervara però io mi rendevo conto che non potevo stare né con la famiglia di questo professore, né in paese perché mettevo a repentaglio il paese, mi avrebbero cercato. E allora chiesi di essere accompagnata al battaglione Picelli. (…)

Sapevo che il comandante era morto perché io precedentemente avevo mandato vestiario, pantaloni, scarpe che raccoglievo insieme ad altri, sia a loro sia al gruppo che era di Franco Coni, che era un tenente sardo (…) Bene …mi ci accompagnò uno che Facio aveva espulso perché aveva rubato. Quando fummo vicino all’accampamento, che erano poi capanne di carbonari, mi fa: «Ora va avanti da te, urla perché se vede me è bon da ‘nfilarmi qualche bala’n la test!» Allora io sono andata, non c’era Facio che era andato con una squadra a Campeggine…perché – e quello l’ho saputo dopo (…) - Facio era andato là perché voleva chiarire la sua posizione. Lui era stato arrestato quando hanno arrestato i Cervi ed era riuscito a scappare da San Francesco e sospettavano che lui avesse [fatto la spia]…invece lui sospettava un altro, che credo sia vivo. (…)

Però quello su cui puntavano invece i compagni, i compagni di Poviglio, erano che fosse stato o Facio o un russo, un soldato di quelli che erano stati fatti prigionieri dai tedeschi e poi era scappato ed era andato a stare coi Cervi. Ce n’erano un po’ di tutte le razze dai Cervi, c’era un polacco.. E [Facio] era ritornato a Campeggine, aveva parlato col padre…i fratelli…le nuore di Cervi e in più erano andati in una banca da un direttore fascista e si erano fatti dare soldi per il battaglione. Quindi il commissario, che è il commissario che Facio manderà a Bardi per sentire se doveva rimanere nella zona di Spezia o rientrare alla brigata, mi disse: «Guarda, siccome sei donna, io capisco la tua situazione però non so se potrai rimanere con noi. Aspettiamo che venga Facio»

Non c’era nessuna donna. Soltanto più tardi, ma non in formazione…come staffette, ma io ne ho conosciute più nel parmense che non qui da noi. Qui da noi c’erano le Gianello che avevano il fratello partigiano, Luciano Gianello, loro facevano un po’ di servizio di staffetta, altrimenti non ne ho conosciute tante…forse in altre formazioni, ma nella nostra…

Quando arrivò Facio, fu piuttosto scostante, dice: «Bah, in una situazione…», io ho detto: «Io mi rendo conto, però io non vorrei finire in un lager tedesco perché ti disturba la mia presenza». Allora avevano pensato di vedere qualche famiglia che mi ospitasse, poi dopo due o tre giorni un mio amico di Pontremoli che era da pochi giorni anche lui salito… eravamo ai primi di maggio del ’44, mi disse: «Guarda che io ho portato su una valigia che ho a Cervara, c’ho dei pantaloni, te ne do due paia, fatti tagliare i capelli, passè da maschio!» Devo dire che ho avuto fratelli in quel gruppo…meravigliosi, sempre, io non ho mai avuto da dire con nessuno, sono sempre stati molto corretti…dopo la morte di Facio con me sono venuti una quarantina perché non hanno avuto il coraggio di bloccarmi. (…)




Non c’era in quel momento organizzazione..più organizzato era il battaglione Picelli perché aveva alle spalle la XII Garibaldi che era organizzata già dal novembre – dicembre del ’43 ed era divisa in battaglioni, distaccamenti…(…)
     
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu