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FACIO- La Brigata Lolli

FACIO & Storia > Testimonianze
FACIO... una vita per la libertà 



GNR (Guardia Nazionale Repubblicana)
La mattina del 25 novembre 1943, alle ore 6.30, la casa dei Cervi viene circondata da militi della Guardia Nazionale Repubblicana (GNR). Gli uomini presenti, il padre Alcide e i sette figli, due italiani (Quarto Camurri e Dante Castellucci) e quattro stranieri vengono arrestati, caricati sui camion e portati nel carcere politico dei Servi, a Reggio Emilia, mentre le donne e i bambini sono abbandonati per strada, e la casa viene saccheggiata e incendiata. Gli stranieri arrestati (assieme a Castellucci, che ha avuto la prontezza di farsi passare per francese, salvandosi così la vita) vengono trasferiti a Parma, mentre i sette fratelli subiscono maltrattamenti affinché parlino. Nel frattempo c'è chi tenta di organizzare la loro evasione dal carcere di San Tommaso, dove sono stati trasferiti. Ma continuano anche le azioni gappiste: il 15 dicembre viene ucciso il seniore della Milizia Giovanni Fagiani e il 27 dicembre - con un'azione peraltro mai rivendicata - il segretario comunale di Bagnolo in Piano, Davide Onfiani. Dopo quest'ultima uccisione, le massime autorità del fascismo reggiano decidono di compiere una rappresaglia. All'alba del 28 dicembre 1943, alle 6.30, i sette fratelli Cervi e il loro compagno partigiano Quarto Camurri sono portati alla fucilazione, nel Poligono del tiro a segno di Reggio Emilia. Il giornale "Il solco fascista" dà notizia della rappresaglia il giorno stesso in cui viene compiuta omettendo però i nomi dei fucilati, e i corpi vengono sepolti in un luogo nascosto, il cimitero di Villa Ospizio. Sembra quasi che ci sia da parte fascista timore ad assumere in pieno la responsabilità di quanto deciso, e gli stessi certificati di morte non vengono firmati. La rappresaglia, oltre ad essere finalizzata ad incutere terrore tra la popolazione e gli avversari, è anche una prova di forza compiuta per rinsaldare le fila all'interno del fascismo repubblichino reggiano. (tratto dal sito del museo Cervi -http://www.istitutocervi.it/ )


Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.

Le formazioni partigiane
22 Luglio 1944: fucilazione del comandante Facio

Dante Castellucci, detto “Facio” fu comandante della formazione Picelli, attiva nello zerasco. Di origine calabrese, un passato da attore, il comandante Facio era stato compagno di prigionia dei fratelli Cervi. Riparato sui monti dell’Alta Lunigiana, dimostrò una formidabile perizia strategica, prima di essere processato dai suoi stessi compagni sulla base di accuse assolutamente pretestuose e successivamente fucilato. Laura Seghettini, che gli successe al comando della formazione era all’epoca la sua compagna.
 
 
 
 
 
 
 
 
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