FACIO - Seguito Intervista a Laura Seghettini -3 - Santagatainfo

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FACIO - Seguito Intervista a Laura Seghettini -3

FACIO & Storia > Testimonianze
FACIO... una vita per la libertà


L' INTERVISTA A LAURA SEGHETTINI


Partigiana di Pontremoli

In realtà poi io, dopo la guerra, su invito di Porcari che nel frattempo…io sono stata segretaria del lavoro femminile anche se osteggiavo il lavoro femminile differenziato da quello maschile, perché io credo che si debba parlare tutti insieme e non uno di cavoli e l’altro non so di cosa. Porcari era allora tornato a Parma come federale e io avevo lavorato un po’ come federazione…intanto nel frattempo Porcari era stato trasferito a Roma, alle Botteghe Oscure, e m’aveva una volta telefonato che quando avessi avuto l’occasione di andare in Calabria, se volevo passare da Roma che mi voleva far parlare con qualcuno…quel qualcuno era Amendola…(…) il quale mi disse che no, l’allontanamento era di tutt’altra…però non avevano gli elementi, avevano i sospetti che lui li avesse in qualche modo traditi. Però mi ha detto: «Noi, per poterlo dire con chiarezza…» perché io gli avevo detto: «Ma scusate, perché non dite che era fuori dal partito?», «Per poter dire che è fuori dal partito, si, è fuori dal partito, infatti non l’avevamo mai più accettato, però noi vorremo i documenti…» e i documenti sono al Ministero degli Interni all’Archivio di Stato. Ci sono le lettere di Cabrelli, in cui lui dice il tale è a capo della tal cosa e lavora…, quell’altro...[si tratta di lettere scritte all’OVRA, i servizi segreti fascisti]

[Cabrelli] l’ho sentito parlare l’8 settembre qui sotto, su un tavolo degli Svizzeri e non è che mi avesse incantato molto perché non si presentava neanche bene, era piuttosto antipatico. Dopo io ho anche ripensato al fatto che un giorno si è presentato uno della Pubblica Sicurezza su dove eravamo noi e lui l’ha fatto ammazzare. Dopo ho ripensato che quella morte forse era legata alla paura che lui aveva che quello sapesse qualcosa di lui…(…)

Bene, viene su, quando il battaglione è stato organizzato in tre o quattro distaccamenti, ora non ricordo bene, uno, mi pare fosse quello di Isidoro Frigau, che era un ragazzo sardo che è morto con Ognibene a Succisa, mi pare che fosse quello, fu dato a Italiano – Nello Quartieri – a Italiano come comandante e lo fece affiancare come commissario politico da Salvatore. Io non sapevo allora di quella lettera che aveva avuto. Da quel momento quel distaccamento noi non l’abbiamo più visto, sapevamo dei suoi spostamenti, qualcuno ci riferiva che Salvatore faceva i comizi e chiamava Facio il bandito calabrese, per esempio. Ci sono alcune lettere all’Istituto Storico di Parma, alcune lettere mandate da Facio a Nello, che ho detto…il nome di battaglia era Italiano. E Nello io lo conosco bene, un bravo ragazzo, ma anche lui con ogni probabilità aveva patito della dialettica di Salvatore. (…)

[Quando hanno catturato Facio] ero nel distaccamento e io insieme ad altri due o tre ragazzi…perché Facio, da calabrese diffidente, siccome due giorni o tre prima gli avevano sparato e gli avevano preso, forato il cappello non voleva andare da Tullio…era venuto il commissario di Tullio, un Luciano che ora non ricordo il cognome che poi andò via e che noi ritenevamo amico, era venuto a chiedergli di andare al comando ad Adelano, al comando di Salvatore per parlare del lancio della piastra di mortaio..Dicevo, prima ascoltavo…le missioni distribuivano lanci. No, davano le armi, davano i pantaloni se ne avevano in più, ma noi non abbiamo mai visto né viveri, né sigarette, né medicinali (…)

In quel periodo Facio fu invitato, come tutti i comandanti dei vari gruppi ad una riunione a Castello di Zeri, tra Coloretta e Patigno, per parlare dell’organizzazione spezzina, Spezia era rappresentata dal Boia, da quel dentista, per altro lì attorno non c’era altro, c’eravamo noi, Salvatore, Tullio, Franco ma ognuno lavorava per conto proprio, quindi slegati assai, non c’era organizzazione. (…)

Quando parlano di CLN, settembre ’43, ma dua [ma dove]? Io so che qui si sono organizzati nel giugno–luglio del ’44 perché in un viaggio che avevamo fatto a Parana avevo incontrato un mio amico che faceva parte [del CLN, N.d.R.], gli dissi «Quando l’avete?» una decina di giorni prima…quindi…e io sono stufa anche di leggere i libri e non è che ne leggo tanti perché io sento tante chiacchiere…
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