EDITORIALE DI NOVEMBRE - DICEMBRE 2006 - - a cura di Walter Sirimarco

PIERO BELLANOVA



Psicoanalisi e Pianoforte


Piero Bellanova, nato a Sant'Agata di Esaro nel 1917, fu il medico personale di Marinetti, il fondatore del futurismo ed anche, con Servadio e Musatti, uno dei fondatori della psicoanalisi italiana.

Fu all'Università di Roma che, ancora studente, incontrò Marinetti. Si trattò di " un incontro fortui­to, anche se avevo letto Marinetti al Liceo, ne ero rimasto molto colpito e la psicoanalisi dice che nulla è fortuito. Andai ad abitare nella casa del suo segretario, un amico calabrese giornalista, così cominciai a frequentare la casa di Marinetti" ebbe a dire in un'intervista a Renato Minore.

Partecipando attivamente al gruppo dei futuristi romani divenne uno degli esponenti più qualificati del movimento.

Si fece promotore del futurismo anche mediante articoli pubblicati in Calabria fra il '37 e il '38 . Successivamente, nel '39, con Marinetti e Luigi Scrivo, firmò il "Manifesto futurista del romanzo sintetico" pubblicato su "II Giornale d'Italia" mentre del '40 è la pub­blicazione del volume di poesie "Bombardata Napoli canta" e del primo romanzo sintetico italiano: " Picchiata nell'amore' . Nel 1941,anno in cui Marinetti arrivò in Calabria per un "giro di svecchiamento", ne diventò medico perso­nale .

Nel '43 collaborò al Canzoniere futurista amoroso guerriero e pubblica per le Edizioni Futuriste di "Poesia" l'aeropoema "Bombardata Napoli canta" ultima prova estetica prima della fine della guerra, lavoro preceduto da un "aeropoema collaudo" di Marinetti con 4 tavole fuori testo di Prampolini, Benedetta, Dottori e Crali.

Nel dopoguerra , dal 1945 al 1946, fece parte del Ministero per la Costituente come segretario della Commissione Sanitaria. Successivo, e determinante nel suo percorso professionale e culturale, il suo avvicinamento al nucleo di psicanalisti guidati da Emilio Servadio.

Nel '56, terminato il training psicoanalitico con lo stesso Servadio, entrò a far parte della Società Psicoanalitica Italiana per divenirne , dal '66 all'86, segretario e, fino alla morte avvenuta il 19 maggio del 1987, vicepresidente .

La sua indagine, focalizzata sulla particolarità del mestiere dell'analista e sulla "coppia analitica" ovvero sulla relazione fra analista e paziente, ha interessato anche l'applicazione della psicoanalisi come psicoterapia e come strumento di ricerca sul­l'arte, dal cinema alle arti figurative, alla musica di cui aveva maturato buona preparazione attraverso lo studio del pianoforte.

Bellanova è da considerarsi, ha rilevato Andrea Castiello su "II Manifesto", " un raro esempio di medico dell'anima, una figura particolare di umanista in cui il fare psicoanalisi non si è mai allontanato dall'essere uomo. Egli ha tracciato la strada della Società Psicoanalitica italiana guidandone i passi per alcuni decenni, prima nei tempi del difficile inserimento nella cultura italiana e poi in quelli - forse ancora più insidiosi - del facile boom e dell'interesse di massa". Una vita, la sua, che ha attraversato varie stagioni del 900, pas­sando con coerenza dal vitalismo giovanile alla ragion critica della psicoanalisi.

Particolare fu la sua attenzione verso la peronalità creativa, come Otto Rank, l'allievo di Freud. Molti suoi pazienti erano pittori e musicisti. Bellanova stes­so era pianista, attento esploratore del suono e abile accompagnatore di readings poetico-musicali.

Sicuramente per esplorare dal di dentro i complessi fenomeni della creatività musicale.