DIZIONARIO DEL DIALETTO SANTAGATESE    

                Vocalismo e consonantismo a Sant’Agata di Esaro

L’alfabeto santagatese, ha 22 lettere, le quali opportunamente composte formano 44 suoni che danno vita al nostro dialetto.

 

LE LETTERE:

a-b-c-d-e-f-g-h-i-j-l-m-n-o-p-q-r-s-t-u-v-z

 

A  

Si mantiene a inalterata alla pronuncia, in tutte le situazioni  sia scritte che parlate.  

 

B  

 

Non segue una regola fissa, in alcuni casi si trasforma in V e precisamente nelle parole con pronuncia morbida es. Barba = vàriva; Bacio = vàsu; Braccio = vràzzu; Bocca = vùcca; ed in alcune espressioni composte es. Devo bere = hàja vìvi; Ho bevuto = hàju vìppitu; In alcuni casi addirittura si raddoppia  rafforzandone il suono, sostituendosi alla V es. Pane e vino = pànu e bbìnu.

Si mantiene inalterata, fatta eccezione se è seguita dalle vocali i ed u, la quale si trasforma in G es. Mancia = màngia; Mancina = mangìna; Stanco = stangu; Non ci vengo = no’ngì vìjgnu; In alcuni casi si scrive doppia per rafforzare il suono es. Pòrtamici = portamìcci; Con te = ccù tìja; Andiamoci = jamùcci; Davanti al gruppo hj forma dei suoni particolari es. Pieno = chjnu; Chierichetto = chjrichèttu;

D

Si conserva inalterata in posizione intervocalica, viene usata al posto della t in tutte le sillabe in cui è preceduta dalla n es. in = ndrà; Contrario = cundràriu; Contrasto = cundràstu; Contento = cundèndu; Contorno = condòrnu; Dintorno = cundùornu; Conto = cùndu; Conta = cùnda; Contadino = cundadìnu; In rare occasioni nel gruppo consonantico nd, la n addorbe la d trasformandola in n rafforzata es. Sindaco = sinnìcu; Mandare = mannà; Vendere = vìnni; Mondare = munnà.

E

Si trasforma in i in alcuni casi es. Tela = tìla ( in dialetto antico tìgua); Assorbe la i in altri casi es. Pietra = pètra; Dieci = dèci; Si trasforma in jì in altri casi ancora es. Petto = pìjttu;Vento = vìjndu; Vecchio = vìjcchiu; Denti = dìjndi. Rimane inalterata in tutti gli altri casi.

Salvo per poche eccezioni in cui  il nesso nf si trasforma in mp es. Confessare = cumpissà; Infilare = mpilà; In fronte = mprùnda; San Francesco = Samprangiscu, e in un caso particolare in cui si trasforma i p  es. Forbice = Pùorfici, in tutti gli altri casi resta invariata.

G

In alcuni casi subisce una vera metamorfosi, causata dalla “naturale” evoluzione della lingua iniziata con le prime emigrazioni verso il nord dagli anni ’50 in poi. Es. Gli altri = làvitri (guàvitri, prima della trasformazione); Strofinaccio = lènza (guènza, prima della trasformazione);Letto = lìjttu (guìjttu, prima della trasformazione); Lira = (guìra, prima della trasformazione); Sporco = lùordu (gùordu, prima della trasformazione); Sale = Salu (sagùo, prima della trasformazione);Tela = tìla (tìgua, prima della trasformazione); Filare = filà (figuà, prima della trasformazione);

H

Da sola si mantiene inalterata, resta, cioè muta; Davanti a J ha suono palatale aspirato continuo, e si può anche raddoppiare per rafforzarlo, si ottiene aspirando e contemporaneamente premendo la punta della lingua contro la parte anteriore del palato, es. Fibbia = hjbba; Treccia = hjetta; Fiore = hjuru; fiume = hjumu; Fiato = hjatu; Alito di vento = ahhjitu di vìjndu; Intrecciare = ahhjittà; Puzza = hjàguru. Questo particolarissimo e difficilissimo suono, che per comprenderne meglio la pronuncia, si rappresenta nella frase  tedesca "Ich liebe dich nicht" (non ti amo) in cui il gruppo "ch" è presente ben tre volte, lo ritroviamo, inoltre, nel vocabolo più difficile in assoluto del dialetto santagatese per pronuncia, con suono palatale soffiato, e per scrittura: Angolo nascosto = Còchhja, rappresentato nel dialetto classico cosentino dalla parola “ Ngògna , per l’appunto Angolo nascosto. 

I

Si mantiene inalterata in tutti i casi;

E’ consonante davanti a una vocale con la quale fa sillaba. E’ vocale in tutti gli altri casi, es. di consonante: Dito = jìditu; Gennaro = Jinnàru; Es. di vocale: Piega = chjca; Petto = pijttu; Vecchio = vijcchiu; Gaetano = Gajitanu. La J incontrandosi con la i subisce una contrazione per evitare l’iato, cioè, l’incontro di due vocali che non formano dittongo.

L

Resta invariata in tutti i casi.

 

                                Grammatica 1 >>>                                                              indietro