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Storia 2

Storia

Ritratto di Giuseppe Firrao senior ( Nato il 12 Luglio 1670 (o 1969) a Luzzi, era figlio del Principe di Sant'Agata Pietro Firrao e di Isabella Caracciolo.

Feudatari e Principi - parte 2
 

 Si tentò di fare qualcosa con l’affitto delle rendite e l’interdizione del Principe Nicolò Bernardino e la conseguente nomina di curatori finanziari, ma tutto fu inutile. L’immenso Principato dei Sanseverino di Bisognano visse un inarrestabile sfaldamento. La maggior parte delle alienazioni avvenne agli inizi del XVII° secolo quando da Madrid giunse l’autorizzazione a vendere le terre per far fronte a tutti i creditori. Nel 1605 Sant’Agata fu venduta a Bernardino de Perez da parte di Adrinano Acquaviva, Conte di Conversano, Curatore dello Stato del Principe di Bisignano Nicolò Bernardino Sanseverino. L’atto d’acquisto segna il passaggio delle terre di Sant’Agaat dai Sanseverino ai Firrao. Infati a distanza di tre anni, nel1608 tramite il Procuratore dr. Scipione Rovito, il feudo veniva acquistato da Lucrezia Sersale, vedova di Scipione Firrao. Il nome Firrao proviene dalla tradizione normanna, la famiglia Firrao apparteneva a una delle più notevoli casate della nobiltà cosentina. Antonino Firrao, divenuto tesoriere della provincia, acquista tre grosse terre, Mottafollone, S.Sosti e Sant’Agata. Gli succede il figlio Cesare Firrao, il quale vende i possedimenti di Mottafollone e S.Sosti, conservando il possesso del feudo di Sant’Agata, sul quale ottiene nel 1616 da Filippo III° Re di Spagna il titolo di Marchese per se e per i suoi eredi e successivamente quello più onorifico di Principe.
Nel 1639, la terra di Sant’Agata viene venduta a Tommaso Maiorana, Marchese di Sangineto per 41.000 ducati e contemporaneamente viene dichiarato estinto da un provvedimento regale, il titolo di Principe di Sant’Agata. Nel 1643 circa, Sant’Agata fu venduta al Principe di Bonifati Muzio Telesio. Nel 1647 il feudo tornò ai Firrao per merito di Tommaso Firrao parente ed erede universale del fu principe di Sant’Agata che lo riacquistò da Muzio Telesio,ottenendo dopo 4 anni da Filippo IV Re di Spagna, la concessione di un nuovo titolo di principe di Sant’Agata. Alla sua morte, avvenuta a Luzzi nel 1660 gli succede il figlio primogenito Pietro il quale nel 1667 nomina, in prossimità della sua morte , il primo figlio Tommaso ed eredi particolari gli altri figli, Giuseppe, Teresa, Antonio e Gennaro, minori, affidandoli alla tutela della moglie Isabella Caracciolo.
Il titolo passa poi a Pietro Maria Firrao, figlio di Tommaso che lo tiene fino alla sua morte avvenuta a Napoli nel 1776. Gli succede il suo primogenito Tommaso che viene nominato alla fine del secolo, Viceré di Sicilia per tre anni. Egli non ebbe figli maschi, ma generò Livia Firrao che andò sposa a Tommaso Sanseverino degli ex Principi di Bisignano . Tra il 1700 e il 1800 il feudo, come attribuito da Sacco e Giustiniani alla famiglia Caraffa dei Principi di Belvedere, non ci è dato sapere attraverso quali passaggi tale terra possa essere pervenuta ai suddetti principi. Si sa solo che nel 1695 un tal Ettore Caraffa, Conte di Policastro, contraesse matrimonio con Teresa Firrao, sorella dell’allora Principe di Sant’Agata Tommaso Firrao. Il feudo di Sant’Agata, come tutti gli altri, si estinse nel 1806 in virtù della legge sulla eversione feudale, che poneva fine a tutti i privilegi dei vari feudatari.

 
 
 
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