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COMUNICATO STAMPA

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RASSEGNA STAMPA

...hanno scritto di "Facio"

 COMUNICATO STAMPA
                                                       Dante Castellucci in un’immagine di scena nel periodo in cui recita col teatro dei Sarzi .       
L'immagine è di  proprietà di: 
http://www.toscananovecento.it/

2 luglio1944 / 22 luglio 2007

Una Medaglia d’oro per il Partigiano Facio

Un gruppo di storici italiani, fra cui Claudio Pavone, Alessandro Portelli, Paolo Pezzino, Alberto Cavaglion, Giovanni De Luna ha firmato una petizione rivolta al Presidente della Repubblica, per chiedere l’assegnazione della Medaglia d’oro alla Memoria di Dante Castellucci (nome di battaglia “Facio”), nel 63esimo anniversario della sua fucilazione, accogliendo l’appello in tal senso contenuto nel recente libro “Il piombo e l’argento” di Carlo Spartaco Capogreco. L’attribuzione si rende più che mai necessaria dal momento che la figura di Castellucci, che combatté accanto ai Fratelli Cervi e si distinse per importanti azioni partigiane nel Parmense e in Alta Lunigiana, rimane tuttora appannata nonostante la Medaglia d’Argento conferitagli nel 1963, la quale conteneva una motivazione non rispondente a verità.

La ricerca storica, infatti, ha ormai dimostrato inequivocabilmente che Facio, caduto ad Adelano di Zeri (MS) il 22 luglio 1944, non è stato ucciso dai nazi-fascisti, come recitava la motivazione della Medaglia d’argento, bensì fu vittima di un processo farsa ad opera di alcuni fra i suoi stessi compagni, e ingiustamente fucilato. Non c’è stata mai, di fatto, una vera riabilitazione di chi al contrario meritava di essere ricordato come un eroe coraggioso e leale della nostra Lotta di Liberazione.

L’appello, che ha il patrocinio della Regione Calabria e rimane aperto per altre adesioni, viene rivolto nella convinzione che l’affermazione della Verità vada sempre e comunque nell’interesse di quanti combatterono e combattono dalla parte giusta.

Iniziativa promossa dal Comitato Nazionale per la Medaglia d’oro a Dante Castellucci “Facio”

Con il Patrocinio della Regione Calabria
AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

AL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA

AL MINISTRO DELLA DIFESA

I SOTTOSCRITTI STORICI ITALIANI

PREMESSO

CHE nel 1963 la Repubblica Italiana conferì la Medaglia d’argento al Valor Militare alla memoria del partigiano Dante Castellucci “Facio”, classe 1922, originario di Sant’Agata d’Esaro (Cosenza), comandante del battaglione garibaldino “Guido Picelli” operante in Alta Lunigiana, e che tale onorificenza fu corredata dalla seguente motivazione:

«Valoroso organizzatore della lotta partigiana, incurante di ogni pericolo, partecipava da prode a numerose incruente azioni. Scoperto dal nemico, si difendeva strenuamente; sopraffatto e avendo rifiutato di arrendersi, veniva ucciso sul posto. Esempio fulgido del più puro eroismo. Zona di Pontremoli, 22 luglio 1944»;

CHE, in effetti, il comandante Dante Castellucci combatté contro le forze nazi-fasciste nel Parmense-Alta Lunigiana, e prima ancora in Emilia al fianco del Fratelli Cervi, distinguendosi sempre per abnegazione ed eroismo (in occasione della sua cattura ai Campi Rossi di Gattatico insieme ai Sette Fratelli martiri della Resistenza, nello scontro del Lago Santo parmense e in molte altre circostanze), guadagnandosi la fama di combattente nobile, leale e leggendario per capacità militari e per valore, benvoluto e ammirato dalla popolazione civile, come del resto attestano i documenti storici e le numerosissime testimonianze;

CONSIDERATO

CHE il comandante Dante Castellucci “Facio” morì il 22 luglio 1944 ad Adelano di Zeri - Zona di Pontremoli, non perché «ucciso sul posto» dal nemico, bensì fucilato su ordine di alcuni comandanti delle formazioni garibaldine lunigianesi, dopo un arresto avvenuto con inganno, cui seguì un processo-farsa celebrato da un sedicente “tribunale di guerra”, processo basato su un’accusa risibile quanto falsa e senza concessione di diritto alla difesa;

CHE in base alle testimonianze e alle ricerche note si può affermare che la condanna a morte e la fucilazione di Facio furono dovute a contrasti interni al movimento partigiano per l’egemonia politica nella zona;

CHE la memoria delle virtù militari e civili e dell’eroismo di Facio resiste ancora intatta a distanza di ben 63 anni nella popolazione della Lunigiana, in Emilia e nello Spezzino, fra coloro che gli furono più vicini combattendo insieme a lui e con lui condividendo il dolore del momento più tragico;

CHE la storia di combattente del comandante Facio e le vere circostanze della sua morte, cioè l’arresto a tradimento e la fucilazione ad opera di suoi stessi compagni, sono state ricostruite attraverso ricerche condotte da più parti nel corso degli anni e, di recente, con particolare compiutezza storiografica e con notevole corredo di documenti e testimonianze, nel libro “Il piombo e l’argento” scritto dallo storico Carlo Spartaco Capogreco;

CHE alla luce di quanto sopra esposto, la motivazione della Medaglia d’argento alla memoria di Dante Castellucci concessa nel 1963 non risponde a verità.

VISTO

L’appello lanciato ne “Il piombo e l’argento” da Carlo Spartaco Capogreco perché tale ingiustizia sia sanata e venga ristabilita la verità anche nell’onorificenza;

I SOTTOSCRITTI STORICI ITALIANI

CHIEDONO

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, AL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA E AL MINISTRO DELLA DIFESA

- CHE VENGA ANNULLATA la motivazione di cui in premessa;

- CHE la memoria di Dante Castellucci “Facio” sia onorata come merita attraverso altra e superiore decorazione adeguata alle gesta compiute, anche a titolo di riparazione del torto troppo a lungo subito dalla memoria dell’eroe, dai suoi famigliari e conterranei, dalla sua compagna di lotta e di affetti Laura Seghettini, dagli uomini della sua formazione partigiana;

- DI VOLER FAR SI’ che la motivazione di tale nuova onorificenza ricordi puntualmente le gesta, ma anche le vere circostanze della morte di Dante Castellucci “Facio”. Tenendo presente l’esigenza di tramandare alle generazioni che verranno una storia della Resistenza, e del nostro Paese, non più velata da omissioni e da distorsioni di qualsiasi origine, ma pienamente vera, capace di rappresentare la grandezza d’Italia nelle sue luci e nelle sue ombre, quindi senza tacerne anche le pagine contraddittorie, controverse e tragiche.

L’appello viene rivolto nella convinzione che l’affermazione della verità vada sempre e comunque nell’interesse di quanti combatterono dalla parte giusta.

Primi firmatari

Maria Bacchi (Istituto Storico della Resistenza, Mantova)

David Bidussa (Fondazione Feltrinelli, Milano)

Bruno Bongiovanni ( Università di Torino)

Luciana Brunelli (Università di Perugia)

Carlo Carbone (Università della Calabria)

Enzo Collotti (Università di Firenze)

Alberto Cavaglion (Istituto Storico della Resistenza, Torino)

Giovanni Contini (Soprintendenza Archivistica per la Toscana, Firenze)

Marco Coslovich (Associazione “Prospettive Storiche”, Trieste)

Giovanni De Luna (Università di Torino)

Michele Fatica (Università di Napoli “L’Orientale”)

Marcella Filippa (Fondazione Vera Nocentini, Torino)

Maurizio Fiorillo (Istituto Storico della Resistenza, La Spezia)

Filippo Focardi (Università di Padova)

Mimmo Franzinelli (Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione, Milano)

Annabella Gioia (Istituto Storico della Resistenza, Roma)

Pasquale Iaccio (Università di Salerno)

Sergio Luzzatto (Università di Torino)

Paola Magnarelli (Università di Macerata)

Luigi Parente (Università di Napoli “L’Orientale”)

Claudio Pavone ( Università di Pisa)

Gianfranco Pedullà ( Università di Cassino)

Santo Peli (Università di Padova)

Paolo Pezzino (Università di Pisa)

Silvio Pons ( Università di Roma “Tor Vergata”)

Alessandro Portelli (Università di Roma “La Sapienza”)

Luciana Rocchi ( Istituto Storico della Resistenza, Grosseto)

Anna Rossi-Doria ( Università di Roma “Tor Vergata”)

Frediano Sessi (Università di Mantova)

Massimo Storchi (Istituto Storico della Resistenza, Reggio Emilia)

Giuseppe Tamburrano ( Fondazione Nenni, Roma)

Giorgio Vecchio (Università di Parma)

Paolo Veziano (Progetto “La Memoria delle Alpi”, Imperia)

Promosso dal Comitato Nazionale per la Medaglia d’oro

a Dante Castellucci “Facio”

Con il Patrocinio della Regione Calabria
                                                                               
    
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